Adriano Tomba è nato nel 1945 a Valdagno (Vicenza), dove vive e lavora.Nel 1982 inizia la sua attività fotografica dedicando una particolare attenzione alle Piccole Dolomiti, un sistema montuoso che, per le sue caratteristiche geologiche e morfologiche, richiama alla mente del viaggiatore i ben più famosi grandi gruppi dolomitici.

«Le rappresentazioni fotografiche di Adriano Tomba delle Piccole Dolomiti – ha scritto il prof. Angelo Schwarz, storico e critico della fotografia – propongono questo universo alpino attraverso una degna sintesi della lezione di Vittorio Sella e di Ansel Adams. Egli sfrutta la “spettacolarità” della messa in scena fotografica per utilmente evidenziare i caratteri originali, geologici, morfologici e ambientali, del sistema montuoso che viene mediato attraverso una serie di fotografie».

Espone alcune provvisorie sintesi della ricerca fotografica sulle Piccole Dolomiti a Valdagno, Salone Autovisper (1988); a Montagnana, Castello San Zeno (1989); a Prien am Chiemsee/Baviera, Raiffaisenbank (1990).

Nell’ottobre del 1989 e nel marzo del 1992 compie due viaggi attraverso l’Ovest degli Stati Uniti. Le fotografie della ricerca Le grandi pietre dell’uomo rosso vengono esposte a Busto Arsizio, Palazzo Cicogna (1992) nell’ambito del programma Emergenze della fotografia & C.; a Mantova, Casa del Mantegna (1993) all’interno della programmazioneEuropa-America: cinque secoli di miti e di scambi; a Valdagno, Centro Culturale “G.Marzotto” (1995) nel quadro della iniziativa Le immagini della frontiera nord americana tra mito e storia; a Ostana/Cuneo in occasione della inaugurazione dello spazio espositivo dell’Istituto Superiore di Cultura Alpina (ISCA); a Trento, Palazzo Pedrotti – Casa della SAT (1999).

Nel 1994, su progetto del prof. Angelo Schwarz, nasce la Scuola di Fotografia Alpina della quale è membro fondatore insieme allo stesso Schwarz e al prof. Massimo Tosello.

Sempre nel 1994 realizza per la Manifattura Lane G.Marzotto & Figli S.p.A., un fotoreportage sui lavori di sistemazione del Piazzale S.Gaetano in Valdagno e la costruzione del monumento dedicato a Gaetano Marzotto nel centenario della nascita.

Nel 1996 e nel 1997 coordina le iniziative del programma Montagna & Fotografia, manifestazione organizzata per conto dell’Azienda di Promozione Turistica della Val di Fassa su progetto della Scuola di Fotografia Alpina. In tale occasione, realizza una nuova mostra dal titolo Nuove fotografie della Val di Fassa e produce due diaporami: il primo dal titolo Un album fotografico della Società Alpinisti Tridentini ovvero Vedute del Trentino di Giovanni Battista Unterveger – Trento 1882 proiettato, insieme ad altri quattro lavori della Scuola di Fotografia Alpina, nell’ambito delle iniziative del 45° Filmfestival Internazionale Montagna Esplorazione di Trento; il secondo dedicato alla figura dell’alpinista vicentino Gino Soldà intitolato Gino Soldà: dalle Piccole Dolomiti al Karakorum.

A partire dall’anno 1966 realizza una serie di calendari con immagini delle Piccole Dolomiti commentate da testi di Giorgio Trivelli, Mario Rigoni Stern, Bepi De Marzi, Franco Perlotto, Terenzio Sartore.

Dopo il 1998 completa due lavori da tempo in cantiere: Le Piccole Dolomiti di Gino Soldà – Ascensioni, immagini, testimonianze e Fotografie di un territorio prealpino – Crode e spazi delle Piccole Dolomiti.

Tra il 1999 e il 2004 compie una vasta ricognizione fotografica in Adamello-Presanella sulle tracce dei grandi fotografi del XIX secolo (G.B. Unterveger, V. Sella, G. Garbari) realizzando una serie di fotografie panoramiche.

Nel 2002 partecipa alla realizzazione della mostra fotografica La montagna tra mito e oggetto organizzata per i settant’anni del libro di Giuseppe Mazzotti La montagna presa in giro. La mostra viene proposta in Valtournenche, a Belluno nell’ambito della manifestazione Oltre le vette e a Vicenza.

Sempre nel 2002, Anno Internazionale delle Montagne, in occasione della rassegna Le montagne del cinema organizzata dal Museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza, è invitato ad esporre un corpus fotografico delle Piccole Dolomiti.

Nel 2004 esce per i tipi della Editrice Nuovi Sentieri il libro Anatomia di montagne, quinto volume della collana dedicata ai Fotografi di montagna diretta da Bepi Pellegrinon, con un saggio di Italo Zannier e una testimonianza di Bepi De Marzi. Il libro viene presentato nell’ambito della Fiera Internazionale del Tempo Libero a Vicenza dove, per conto della Comunità Montana “Agno-Chiampo”, presenta tre mostre fotografiche: sulla storia dell’alpinismo, sull’alpinista Gino Soldà e sul paesaggio delle Piccole Dolomiti veneto-trentine.

Sempre nel 2004 cura il corredo fotografico del libro Le vette e gli immortali, Editrice Rendena, Tione (TN) e realizza per la 4^ Festa Regionale della Montagna promossa dalla Regione Veneto il book (tiratura limitata a 500 copie) Le Piccole Dolomiti Vicentine.

Nel 2005 in occasione della XI^ edizione del Filmfestival della Lessinia propone la mostra fotografica Ofra Morando: una malga delle Piccole Dolomiti.

Nel 2005 e nel 2006 è invitato dalla SUSAT - Sezione Universitaria Società Alpinisti Tridentini -, a tenere una lezione sulla fotografia del paesaggio di montagna. Sempre nel 2006, su richiesta dello staff scientifico del Museo di Bard (Valle d’Aosta), invia due fotografie per l’allestimento della mostra permanente Il Museo delle Alpi.

Nel 2007 realizza per conto delle amministrazioni comunali di Valdagno e Recoaro Terme in collaborazione con il Trentofilmfestival la mostra storico-fotografica Le stagioni di Gino Soldà e organizza il convegno di studi Gino Soldà e il suo tempo – Un protagonista dell’alpinismo e la storia del Novecento. Collabora inoltre con una serie di fotografie alGrande dizionario enciclopedico delle Alpi e della Grande enciclopedia (12 voll.) edito da Priuli e Verlucca Editore in collaborazione con il Club Alpino Italiano.

Nel 2008 su invito del Centro Nazionale di Fotografia di Padova partecipa alla mostra Passaggi a Nord Est curata da Italo Zannier ed Enrico Gusella. In autunno, presso la Galleria Foto-Forum di Bolzano, nell’ambito del programma di attività del Trentofilmfestival, espone una serie di fotografie panoramiche del gruppo Adamello-Presanella presentate dallo storico della fotografia Floriano Menapace. Prosegue l’attività espositiva presso il Kunstraum Cafè Mitterhofer di San Candido (BZ) con la mostra Il limite dell’infinito.

Nel 2009, su invito della Galleria Lanterna Magica di Palermo, propone la mostra fotografica Le montagne dietro casa. A ottobre espone al Palazzo Crepadona di Belluno nell’ambito della XIII^ edizione di “Oltre le vette”. Sempre a ottobre esce il volume fotografico Raccontare la montagna (Priuli e Verlucca Editore).

Nel 2010 progetta e realizza la mostra itinerante Le nevi di Mario Rigoni Stern articolata in tre momenti espositivi: Filmfestival/Montagnalibri di Trento, Galleria foto-forum di Bolzano, Galleria Civica d’Arte Moderna di Valdagno (Vicenza).

Nei mesi di agosto e settembre il libro Raccontare la montagna viene posto in vendita allegato aIl Giornale di Vicenza. Sempre in agosto è presente con la mostra Una malga delle Piccole Dolomiti.al Museo delle Civiltà Contadina in Vallarsa (Trentino) nell’ambito delle attività del festival Tra le rocce e il cielo.

Nella primavera del 2011 effettua un nuovo viaggio nel Nord Ovest degli Stati Uniti, una specie di Grand Tour attraverso i paesaggi, le culture originarie (ciò che resta), gli eventi storici che hanno creato il mito della Frontiera e hanno determinato l’ascesa degli Stati Uniti a potenza continentale.

Nell’autunno del 2012 partecipa alla mostra collettiva per l’inaugurazione del nuovo spazio espositivo della Galleria Foto-Forum di Bolzano. Sempre in autunno, viene riproposta in una nuova edizione presso le Scuderie di Villa Borromeo d’Adda in Arcore (MB) la mostra Le nevi di Mario Rigoni Stern.

Nel 2013 propone presso la struttura polifunzionale del Rifugio di Campogrosso (Piccole Dolomiti) la mostra Cara neve... nell’ambito del progetto culturale La poesia della neve con la partecipazione dello scrittore Davide Sapienza, dello scienziato Massimo Pecci, dell’attrice Patricia Zanco e del musicista Luca Piovesan.

Nel 2014 nell’ambito del 20° Filmfestival della Lessinia dedicato alla neve, espone tre corpus fotografici con testi di Mario Rigoni Stern, Eugenio Turri e Dino Buzzati.

È segnalato nel libro Storia della fotografia di montagna di Giuseppe Garimoldi (Priuli e Verlucca Editore, 2007).

Valdagno, gennaio 2015

AdrianoTomba nasce a Valdagno (Vicenza) nel 1945. Inizia a fotografare nel 1982 sulle Piccole Dolomiti veneto-trentine.

Nel 1989 e nel 1992 compie due viaggi attraverso l’Ovest degli Stati Uniti. Le fotografie della ricerca Le grandi pietre dell’uomo rosso vengono esposte a Busto Arsizio, Palazzo Cicogna (1992) nell’ambito del programma Emergenze della fotografia & C.; a Mantova, Casa del Mantegna (1993) all’interno della programmazione Europa-America: cinque secoli di miti e di scambi; a Valdagno, Galleria Civica d’Arte Moderna (1995) nel quadro dell’iniziativa Le immagini della frontiera nord americana tra mito e storia; a Ostana/Cuneo in occasione della inaugurazione dello spazio espositivo dell’Istituto Superiore di Cultura Alpina (ISCA); a Trento, Palazzo Pedrotti – Casa della Società degli Alpinisti Tridentini (1999).

Dal 1994 al 1998 collabora con la Scuola di Fotografia Alpina diretta dal prof. Angelo Schwarz, storico e critico della fotografia e coordina per due edizioni in Val di Fassa le attività del programma Montagna & fotografia. Realizza la mostra Nuove fotografie della Val di Fassa.

Tra il 1999 e il 2004 compie una vasta ricognizione fotografica in Adamello-Presanella sulle tracce di Julius Payer, Douglas Freshfield e dei grandi fotografi del XIX secolo Giovan Battista Unterveger, Vittorio Sella e Giuseppe Garbari.

Nel 2004 esce nella collana della Nuovi Sentieri diretta da Bepi Pellegrinon, Anatomia di montagne con un saggio di Italo Zannier e una testimonianza di Bepi De Marzi.

Nel 2005, nell’ambito delle iniziative culturali della XI^ edizione del Filmfestival della Lessinia, propone la mostra Ofra Morando: una malga delle Piccole Dolomiti.

Nel 2008 su invito del Centro Nazionale di Fotografia partecipa alla mostra Passaggi a Nord Est curata da Enrico Gusella e Italo Zannier. In autunno presso la Galleria foto-forum di Bolzano espone una serie di fotografie panoramiche del gruppo Adamello-Presanella presentate dallo storico della fotografia trentina Floriano Menapace poi riproposte presso il Café Mitterhofer di San Candido (Bolzano).

Nel 2009 espone alla Galleria Lanterna Magica di Palermo e al Palazzo Crepadona di Belluno nell’ambito della XIII^ edizione di Oltre le vette. In ottobre esce nella collana dell’editore Priuli e Verlucca dedicata ai fotografi italiani della montagna, il volume Raccontare la montagna con un testo di Italo Zandonella Callegher.

Nel 2010 progetta e realizza la mostra Le nevi di Mario Rigoni Stern che viene proposta a Trento in occasione del 58° Filmfestival Internazionale del Cinema di Montagna; alla Galleria Foto-Forum di Bolzano e alla Galleria Civica d’Arte Moderna di Valdagno (VI).

Nella primavera del 2011 effettua un viaggio nel Nord Ovest degli Stati Uniti, una specie di Grand Tour attraverso i paesaggi, le culture originarie (ciò che resta), gli eventi storici che hanno creato il mito della Frontiera e hanno determinato l’ascesa degli Stati Uniti a potenza continentale.

Nel 2014 espone a Boscochiesanuova (VR) nell’ambito del 20° Filmfestival della Lessinia una serie di fotografie dedicate alla neve.

È segnalato nel libro Storia della fotografia di montagna di Giuseppe Garimoldi (Priuli e Verlucca Editore, 2007).

 

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