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Le grandi pietre

Le grandi pietre dell'uomo rosso

Nelle storie degli uomini c’è sempre la ricerca di un passaggio a Nord-Ovest: una terra d’oro, mitica, dove costruire una società diversa, non necessariamente più giusta. Nell’Epoca delle Scoperte, il 12 ottobre 1492, un genovese testardo, navigando verso le Indie, incidentalmente, scopre l’America e la Venere dei Caraibi un po’ più scura di quella del Botticelli. Così il Mar dei Caraibi diviene il crocevia di un Nuovo Mondo per hidalgos spiantati (Cortés), ex guardiani di porci (Pizzarro) e via così. Una terra nuova, fatta di montagne scintillanti di neve, di canyon tortuosi e pieni di tenebre, di immense foreste e paludi ricche di selvaggina sconosciuta. Su questo continente, alla fine della quarta glaciazione, popolazioni dell’Asia attraverso lo stretto di Bering, erano emigrate lentamente, formando orde e tribù che popolarono il grande paese. È in questo continente di terra e di “barbari” che nasce una nuova nazione, gli Stati Uniti d’America, con il suo retaggio di geni (Thomas Jefferson), di esploratori (come Lewis e Clark, partiti dal San Louis il 14 maggio 1804, o Jedediah Smith), di criminali, come ogni società che si rispetti.

Prima che dall’acqua grande arrivasse wasichu, quel paese che è oggi l’America era popolato dai discendenti dei due Gemelli del Creatore, Anima e Corpo, cioè dai figli dell’Uomo. Le tribù del grande popolo rosso erano sparse per il continente e vivevano in mezzo alla natura e l’amavano molto. La vita era segnata dalla Luna e dalle stagioni e così il mese di agosto si chiamava della Luna Quando le Ciliege Diventano nere e gennaio La Luna del Ghiaccio nella Tenda. Essi crescevano liberi come i fiori nei campi e credevano in una religione in cui gli spiriti davano ad alcuni di loro delle visioni per guidare i propri fratelli. Che cosa sia accaduto dopo, all’Uomo, gli indiani oggi lo capiscono guardandosi attorno: strade sotto le quali sono sepolte le ossa del loro popolo, foreste fiumi e praterie avvelenate, baracche di tronchi e lamiere, vecchi senza ricordi, fanciulli senza avvenire. «... Il cerchio della nazione è rotto e i suoi frammenti sono sparsi. Il cerchio non ha più centro e l’albero sacro è morto.»

Angelo Schwarz

 

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