Panoramiche

L’invenzione del Panorama

«Non è semplice dare una spiegazione di ciò che dall’ultimo decennio del Settecento fino agli inizi del nostro secolo è stato conosciuto come il Panorama. Il termine venne coniato intorno al 1790 unendo due etimi greci, pan e orao, tradotti come “veduta della totalità”, e fu usato per designare un immenso quadro esteso a trecentosessanta gradi, una veduta circolare aperta su paesaggi naturali, urbani e storici, i cui limiti fisici coincidevano con quelli dell’orizzonte visivo delle spettatore.

Da questa iniziale definizione la denominazione di panorama è venuta poi a identificarsi più genericamente col significato oggi corrente di veduta ampia e tendenzialmente onnicomprensiva, in alcuni casi sinonimo di paesaggio o di veduta (...).» (1)

Dopo l’avvento della fotografia (1839) , anche alcuni fotografi si cimentarono in questo generare di rappresentazione. Tra i grandi, un posto di assoluto rilievo spetta al biellese Vittorio Sella che tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, realizzò sulle Alpi , in Caucaso, in Sikkim ed in Karakorum diverse fotografie panoramiche di straordinaria qualità.

(1) Silvia Bordini Storia del Panorama, Officina Edizioni, Roma, 1984

 
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